SOSTENIBILITA’ E CREDITO: PERCHE’ OGGI L’ESG ACCELERA L’ACCESSO AI FINANZIAMENTI
- On 1 Dicembre 2025
La sostenibilità non è più soltanto un valore etico, ma un fattore strategico per l’accesso al credito.
Le imprese italiane che investono in politiche ambientali, sociali e di governance (ESG) ottengono condizioni di finanziamento migliori e presentano un rischio di insolvenza sensibilmente più basso rispetto alla media.
Lo conferma l’ultimo rapporto “ESG Outlook 2025” di CRIF, che fotografa un sistema bancario sempre più orientato a premiare le aziende sostenibili e un tessuto imprenditoriale in rapida evoluzione verso modelli di business responsabili.
ESG e rischio di credito: una correlazione sempre più forte
Secondo l’analisi, i finanziamenti concessi a imprese con alta adeguatezza ESG registrano un tasso di default inferiore di oltre il 25% rispetto alla media, che arriva a superare il -31% considerando i soli nuovi crediti.
Al contrario, le aziende con profili ESG deboli mostrano livelli di rischio nettamente più elevati.
Questo dato conferma una tendenza ormai strutturale: sostenibilità e solidità finanziaria procedono insieme. Le banche, anche su impulso delle autorità di vigilanza europee, stanno integrando sempre più i fattori ESG nei propri sistemi di rating e di valutazione del merito creditizio.
Grandi imprese e PMI: la crescita della cultura ESG
Nel 2024 oltre il 70% delle grandi imprese italiane si colloca nelle classi ESG più alte (“Alto” e “Molto alto”), con un incremento significativo rispetto all’anno precedente. Parallelamente, si riduce drasticamente la quota di aziende con punteggi ESG critici.
Anche le PMI, pur partendo da una base meno strutturata, mostrano una crescita importante:
- aumentano le imprese con adeguatezza ESG elevata;
- diminuisce la quota con punteggi bassi;
- cresce la percentuale di credito erogato a favore di imprese sostenibili.
Nel 2024, infatti, circa il 39% dei finanziamenti alle PMI è stato destinato ad aziende con livelli ESG “alti” o “molto alti”, contro poco più del 25% dell’anno precedente.
Rendicontazione non finanziaria: il vero acceleratore
Un ruolo decisivo è svolto dalla rendicontazione non finanziaria, che si conferma uno dei principali motori del percorso di sostenibilità. In particolare, le imprese soggette alla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) presentano livelli medi di adeguatezza ESG nettamente superiori rispetto a quelle che non pubblicano report di sostenibilità.
Nel 2024:
- oltre il 77% delle imprese soggette a CSRD rientra nelle classi ESG più elevate;
- tra le aziende che non rendicontano, la percentuale scende al 46%;
- meno del 4% delle imprese soggette a CSRD ha un profilo ESG “basso”, contro oltre il 25% di quelle prive di reporting.
La trasparenza nella comunicazione degli impatti ambientali, sociali e di governance si traduce quindi in maggiore consapevolezza interna, migliori processi decisionali e maggiore affidabilità per il sistema bancario.
Sostenibilità e merito creditizio: meno rischio, più opportunità
L’integrazione dei fattori ESG nella valutazione del credito consente alle banche di stimare meglio la resilienza e la stabilità delle imprese nel medio-lungo periodo.
A parità di merito creditizio “tradizionale”, le aziende con un profilo ESG basso possono presentare un tasso di default fino al 70% più elevato rispetto a quelle con profilo ESG alto.
Questo dato conferma che oggi la sostenibilità:
- riduce il rischio finanziario;
- migliora l’accesso al credito;
- rafforza la reputazione aziendale;
- aumenta la competitività sul mercato.
I settori più virtuosi e quelli ancora in difficoltà
Nel 2024 la maggior parte dei settori italiani ha migliorato il proprio profilo ESG. I comparti più avanzati risultano:
- ICT e telecomunicazioni,
- meccanica strumentale,
- tessile e abbigliamento.
Settori che hanno beneficiato di investimenti in digitalizzazione, tecnologie efficienti e innovazione sostenibile.
Restano invece più esposti:
- agricoltura,
- alimentare, bevande e tabacco,
- oil & gas.
In particolare, il settore agricolo evidenzia ancora forti criticità legate alla riduzione delle emissioni e all’adozione di pratiche sostenibili.
Sostenibilità come leva strategica per la crescita
Il messaggio che emerge è chiaro: l’ESG non è più un adempimento formale, ma una leva concreta di sviluppo, accesso al credito e solidità finanziaria. Le imprese che integrano la sostenibilità nei propri processi ottengono vantaggi competitivi reali e misurabili.
Il supporto della consulenza specializzata
Integrare correttamente i fattori ESG, predisporre una rendicontazione non finanziaria efficace e valorizzare la sostenibilità nei rapporti con il sistema bancario richiede competenze tecniche, normative e strategiche.
Lo Studio RODELLA supporta le imprese nel dialogo con istituti bancari e investitori e nel miglioramento del merito creditizio.
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